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lunedì, maggio 13, 2013

I Parlamentari Di Giorgi e Simoni all'assemblea PD di Lastra

Venerdì 17 maggio ore 21.15, presso il circolo "Le due strade" a Tripetetolo, si svolgerà l'assemblea comunale del PD, aperta a tutti, alla quale parteciperanno i parlamentari: 

Maria Rosa Di Giorgi ed  Elisa Simoni. 
Sarà  un'occasione per  sentire dalla viva voce di due protagonisti quanto accaduto in questi ultimi tempi
nel nostro partito ed in Parlamento e poter rappresentare il nostro disagio a seguito di quanto accaduto.

Stefano Calistri




domenica, maggio 15, 2011

ASSEMBLEA PD - 11 Maggio 2011 – Resoconto

E’ stata la seconda assemblea del 2011 e si è svolta  al Circolo “L’Ulivo”  con  la presenza del  segretario metropolitano  Patrizio Mecacci..

Le comunicazioni del Segretario Stefano Calistri:

Verifica del programma con l’amministrazione
Nelle prossime settimane partiremo con una verifica di programma.
Vista la situazione economica e i continui blocchi messi dal governo sulla gestione degli enti locali  si rende necessario capire quale sono le cose che possiamo verosimilmente fare da qui  alla fine della legislatura. Un riflessione sulle possibilità di portare a termine le cose promesse in campagna elettorale  e  riflettere insieme su quelle che possono essere  le priorità.  

Lettera amministratori
Abbiamo spedito una lettera agli amministratori per il versamento dei contributi (10 % al netto) per chiudere i conti del 2010. Una volta chiusi i conti prepareremo un preventivo per il 2011  che pubblicheremo su questo  Blog.

Festa PD
Abbiamo intenzione di  costituire un gruppo di persone che curino la prossima Festa del PD.
Il riferimento  è Emanuele Caporaso.

Prossime iniziative
17 maggio Iniziativa sui Trasporti : Attacchiamoci al Tram
28 maggio Mercatino della Legalità organizzata dai Giovani Democratici
31 maggio   Parleremo di Web 2.0  al circolo di Malmantile


Dopo le comunicazioni del segretario dell’unione comunale Stefano Calistri,  Patrizio Mecacci ha effettuato  il suo intervento nel quale ha spaziato dalla situazione politica generale alle azioni che ha messo in campo in questi mesi per riattivare il partito metropolitano.
Non si è sottratto da affrontare i problemi  riguardanti i rapporti tra istituzioni locali e la Regione  (Aeroporto, Bretella  etc) e la non facile situazione che il PD  deve affrontare per  mediare le posizioni.

Molte sono stati gli interventi da parte dei partecipanti che hanno sottoposto al segretario metropolitano,  molti spunti di riflessione, “sfoghi” sulla situazione politica e  numerose richieste.

Sinteticamente possiamo  ricondurle a:
Richiamare la Giunta Regionale al rispetto del programma elettorale
Sforzarsi di far parlare il partito metropolitano con una voce sola: discutere, decidere ma poi realizzare quanto deciso.
Il Pd è come un bambino che deve crescere e deve essere aiutato….ma non deve crescere con la mania di individualismo della sua classe dirigente.
La richiesta più pressante fatta dall’assemblea è di chiarezza  sulla scelta della Bretella e cioè se è ancora un’opera strategica per la Regione, se  è solo un problema economico,  se ci sono dei ripensamenti.  L’assemblea  dell’unione chiede alla Regione e al PD di sapere se deve ancora aspettare, quanto e perché, per questa opera o se questa non si farà  più. 

sabato, aprile 16, 2011

ASSEMBLEA Regionale PD

Stamani sono andato a all’assemblea regionale del PD “Il futuro, adesso. L'italia, la Toscana e i giovani”, invitato anche se non ne faccio parte.
Ho seguito  l’intervento del Senatore Massimo Livi Bacci che parlava dei giovani  e del nostro paese e di come esso rimane condizionato e penalizzato dal non dare voce responsabilità ed autonomia ai giovani che in questo paese si  diplomano, si laureano e diventano economicamente autonomi  in un tempo superiore ai coetanei europei. 
Questo penalizza loro e tutto il paese che non riesce ad innovarsi.
Perché l’innovazione è  compito dei giovani e non degli anziani!!!

Poi ha parlato il Presidente Rossi. Tutto incentrato sul tema del lavoro sulla precarietà dei giovani , e meno giovani, ricordando che dovremmo essere una Repubblica fondata sul lavoro invece stiamo diventando una Repubblica fondata su stagisti e tirocinanti senza diritti e senza stipendio.  Ha citato Draghi: “la precarietà non è altro che l'altra faccia della crisi” e ha ricordato che  occorre "battagliare” in Parlamento e nelle Piazze ma cio' che serve sono le risposte concrete raccontando quello che la Regione Toscana cerca di fare….

Poi non ha resistito a parlare di Aereoporto e ha citato alcune affermazioni del presidente della Regione Toscana degli anni 80  Gianfranco Bartolini ( le trovate gironzolando sulla rete)  concludendo  che “di integrazione tra aeroporto di Pisa e Firenze si parlava nel 1988. Da allora il mondo è cambiato. E’ caduto il muro di Berlino e le due Germanie sono unite. Un afroamericano, Obama, è stato eletto presidente degli Stati Uniti. La Cina da paese arretrato e isolato è diventata una grande potenza non solo politica, ma anche economica, capace di insidiare il ruolo egemone degli Usa e nello stesso Nord Africa sono in corso cambiamenti profondi. Mentre nel mondo è accaduto tutto questo noi continuiamo a discutere degli stessi problemi, nello stesso modo e con gli stessi atteggiamenti” 
Aggiungo io:  senza prendere decisioni!

A me  è tornata in mente questa immagine vista girare su Facebook in questi  giorni ……


   
Senza  giudicare la bontà di ogni movimento, si può affermare che il nostro è veramente un paese immobile!  


Stefano Calistri

sabato, gennaio 29, 2011

Discussione sull'accordo di Mirafiori in Consiglio Comunale

E’ stata presentata nell’ultimo consiglio comunale una mozione  con oggetto” Mozione di sostegno allo sciopero del 28 gennaio proclamato dalla FIOM e per l’adesione all’appello “Non possiamo tacere”.


Personalmente ho sempre dichiarato la mia poca predilezione a discutere in consiglio comunale questioni che poco hanno a vedere con Lastra a Signa. 
Purtroppo mi rendo conto di essere "giovane" (come tempo dedicato alla causa) quindi probabilmente  non capisco ancora l'importanza di tutte queste lunghe discussioni  visto che sembra una prassi consolidata un po’ ovunque e risulta impossibile sottrarsi alla discussione.


in questa occasione il gruppo del Partito Democratico  dopo aver partecipato attivamente alla discussione, in modo compatto si è astenuto.
Sono state sottolineate sotto varie sfaccettature le preoccupazioni per  una deriva che possa portare  lontano dal contratto nazionale e la mancanza di attenzione del governo verso il mondo del lavoro. L’astensione  del gruppo è giustificata dai toni e dai contenuti non tutti condivisibili della mozione e dalla discussione in consiglio che sembrava puntare a creare divisione nel PD piuttosto che offrire spunti di riflessione o cercare soluzioni condivise.

L’aspetto curioso è stata l’astensione  del gruppo PDL , per cui la mozione con i 2 voti   favorevoli (rifondazione e IDV)  è passata.

Riporto di seguito il testo del mio intervento e poi il testo integrale della mozione.
Buona lettura.

Stefano Calistri

Le problematiche sollevate dall'accordo di Mirafiori e  il relativo  referendum tra i lavoratori ha creato molti spunti di riflessione che vanno dai diritti dei lavoratori passando per le relazioni sindacali fino alla  globalizzazione.
Molte sarebbero le questioni da dibattere e sulle quali approfondire le riflessioni.
Ne affronterò velocemente alcune in relazione alla mozione  presentata.
Ci sono aspetti condivisibili nella mozione e in particolare  tutti quelli che sottolineano l'atteggiamento arrogante e ricattatorio da parte della Fiat e di Marchionne.
Condivisibile è sottolineare che FIAT sembra puntare più ad una ristrutturazione dei propri assetti  societari per aspetti di carattere finanziario più che industriale, infatti non è molto chiaro il progetto industriale e come Fiat cerchi di rilanciare il marchio per recuperare fette di mercato.
Occorre sicuramente ridiscutere le regole della rappresentanza. Non mi sembra corretto estromettere una forza sindacale fortemente rappresentativa dalle trattative. Ma questa è una discussione non facile da affrontare e che non presenta facili soluzioni.
La FIAT, e su questo il governo potrebbe dire qualcosa, dovrebbe affrontare il piano industriale come una scommessa comune tra lavoratori e management. Ma la scommessa comune implica partecipazione, quindi trasparenza e piena informazione dei lavoratori sull’attuazione del piano.
Credo che di questo non ci sia traccia nell’accordo FIAT.

Si sono aspetti che non condivido.
Un referendum a cui si decide di partecipare anche se considerato illegittimo, rimane una consultazione  tra i lavoratori e dispiace vederla  utilizzarla per dividere ulteriormente gli stessi in sotto categorie (operai e impiegati). A prescindere dalla composizione dei reparti i lavoratori siano essi operai o  impiegati contribuiscono alla causa FIAT e giustamente come tali hanno il diritto di esprimersi.
Credo inoltre sia inoltre poco corretto caricare i lavoratori di una responsabilità così grossa. E' veramente difficile operare scelte quando di fronte si hanno out out. Difficile quando si hanno famiglie da mantenere e mutui da pagare e il mondo del  lavoro non ti permette di poter andare altrove a trovare  qualcuno che ti offre la possibilità di sostentamento. In queste condizioni le scelte di principio diventano davvero difficili.
Credo che molti lavoratori di Mirafiori abbiano votato sapendo che rinunciavano a qualcosa. Molti lo hanno fatto controvoglia, con mal di pancia, ma nella speranza di vedere mantenuto il proprio lavoro. Viste le condizioni in cui versa il nostro paese e le affermazioni degli esponenti poco rassicuranti del nostro governo la vittoria del no li  avrebbe visti sicuramente  disoccupati. Non me la sento di giudicare quei lavoratori che hanno scelto di poter sperare di mantenere il proprio lavoro anche a discapito di alcuni diritti.
Per me  il loro spartiacque era la salvaguardia del posto di lavoro. Cosa che non hanno potuto fare invece i lavoratori di Termini Imerese.
Che l'accordo sottoscritto a Mirafiori violi il diritto alla salute imponendo ritmi e orari di lavoro ... non ho possibilità di giudicare, ma non mi sembra molto dissimile ai tanti contratti firmati in questi anni da tutte le sigle sindacali nelle varie parti d'Italia da molte grande industrie italiane in deroga al contratto nazionale.

Credo che la sfida della globalizzazione vada affrontata. La globalizzazione, a prescindere dall'opinione che ognuno di noi possa avere su di essa, ci costringe a rivedere il sistema di relazioni tra impresa e mondo del lavoro. E rivedere non significa necessariamente togliere o diminuire diritti ma significa affrontare i problemi con gli strumenti e la consapevolezza che non siamo più nell'ottocento sotto tutti i punti di vista. Il mondo è cambiato ed è in continuo mutamento. Le relazioni  tra impresa e  sindacato sembra invece rimasta ferma.

Credo che la “classe operaia” del nuovo millennio siano i precari, i lavoratori a nero, i lavoratori ricattati  a cui si impone lo straordinario senza pagarlo, i lavoratori a cui non si paga  la malattia e le ferie, quei lavoratori che  prestano la propria opera sotto il ricatto continuo di essere mandati via... illicenziabili perché neppure assunti. Essi non figurano in nessuna statistica. 
Di questo non si parla... o almeno se ne parla  marginalmente.... ma mai con una veemenza e il risalto che si è dato all'accordo di mirafiori. Questi lavoratori non hanno un contratto nazionale e se continueremo così, forse, non lo avranno mai.
Occorre dare risposte ad una situazione sempre più difficile per i giovani precari, per l'assenza di lavoro, per la cassa integrazione, per le condizioni di lavoro, per le ipotesi di scavalcamento del contratto nazionale. Il governo non può continuare a far finta di nulla. Sono necessarie risposte di politica economica e di politica industriale. È necessario un'intesa tra le parti sociali sulla rappresentanza e la democrazia sindacale affinché gli accordi siano esigibili e tutti i lavoratori siano pienamente rappresentati in azienda.

Spero di sentire presto dai governati, dai politici dell'opposizione e dai sindacati, e perché no nei futuri ordini del giorno e mozioni nei consigli comunali,   proposte e riflessioni sull'argomento.



Il testo della mozione presentata CONSIGLIO COMUNALE DI LASTRA A SIGNA
Gruppo Consiliare PARTITO della RIFONDAZIONE COMUNISTA – LASTRA da VIVERE e PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI


OGGETTO: Mozione di sostegno allo sciopero del 28 gennaio proclamato dalla FIOM e per l’adesione all’appello “Non possiamo tacere”

PREMESSO:
-          che a fronte della drammatica durezza delle politiche che vengono portate avanti in primo luogo dalla Fiat attraverso il ricatto del posto di lavoro prima a Pomigliano dove ha utilizzato come argomento la chiusura dello stabilimento ed ora a Torino dove  minaccia di abbandonare Mirafiori se i lavoratori non si sottomettono ai suoi diktat,  è necessario dire SI’ ai diritti e NO ai ricatti;
-          che appare evidente il tentativo, in questa come in altre occasioni, di usare la crisi economica come clava contro i diritti e le tutele conquistate, attraverso anni di lotte, dalle lavoratrici e dai lavoratori;
-          che nonostante il ricatto a cui i lavoratori sono stati sottoposti il risultato del Referendum del 13 e 14 gennaio è stato vinto di misura solo grazie al voto degli impiegati (capi, quadri inferiori) non coinvolti nell’accordo;
CONSIDERATO:
-          che mai come in questo momento lo spartiacque impone da che parte stare: con i lavoratori e le lavoratrici per la difesa dei loro diritti o con “i padroni del vapore” che intendono riportare le condizioni del lavoro dell’ottocento;
-          che l’atteggiamento della Fiat contrasta sia con l’articolo 39 della Costituzione Repubblicana e con i titoli II e III della legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei diritti dei lavoratori);
-          che l’accordo sottoscritto separatamente fra Fiat e alcune organizzazioni sindacali viola anche il diritto, costituzionalmente tutelato, alla salute, imponendo ritmi, orari di lavoro (straordinario imposto dall’azienda), turni, ecc. tali da influire sull’integrità fisica delle perosne;
 CONSIDERATO ALTRESI’:
-          che la Fiat punta ad una ristrutturazione dei propri assetti societari (partecipazione in Crysler) finalizzati a speculazioni di borsa, più che a rilanciarsi sul piano industriale, tanto che il marchio Fiat segna il passo su tutti i mercati e non per responsabilità dei lavoratori;
-          che la Fiat ha assunto in Italia un monopolio di fatto nel settore auto, del tutto sconosciuto in altri paesi, anche grazie ai finanziamenti ed agli incentivi utilizzando denaro pubblico e che pertanto va valutato se la posizione di Fiat non rientri fra quelle contemplate dall’art. 43 della Costituzione;
VALUTATO:  che per i motivi sopra schematicamente esposti non è solo una questione sindacale circoscritta alla Fiat e ai soli lavoratori metalmeccanici, ma investe direttamente tutte le cittadine e i cittadini, in quanto vengono compromesse e modificate alcune regole stabilite dalla Costituzione;
IL CONSIGLIO COMUNALE DI LASTRA A SIGNA
aderisce all’appello “Non possiamo tacere”, che fa parte, quale atto integrale, del presente provvedimento, nel testo che segue:
“Di fronte all’ostentata dimostrazione di prepotenza offerta in questi giorni dalla Fiat e di fronte ai contenuti dell’accordo da essa imposto per lo stabilimento di Mirafiori, riteniamo di non poter tacere. Non può essere taciuto il carattere esplicitamente ricattatorio, da vero e proprio diktat, che pone i lavoratori, già duramente provati dalla crisi e dalla cassa integrazione, con salari tra i più bassi d’Europa, nella condizione di dover scegliere tra la messa a rischio del proprio posto e la rinuncia a una parte significativa dei propri diritti; tra la sopravvivenza e la difesa di condizioni umane di lavoro; tra il mantenimento del proprio reddito e la conservazione della propria dignità. E’ un’alternativa inaccettabile in una società che pretenda di rimanere civile e in un Paese che voglia continuare a definirsi democratico. Non può essere taciuto, d’altra parte, lo strappo – un vero e proprio scardinamento – che tale accordo introdurrebbe nell’intero sistema delle relazioni industriali in Italia, la sua aperta contraddizione con ampia parte del dettato costituzionale, a cominciare dall’art 1 che proclama la nostra democrazia repubblicana “fondata sul lavoro” – cioè sul ruolo centrale del lavoro e della persona del lavoratore. Non può essere taciuta,infine, l’assoluta gravità della scelta Fiat di risolvere il proprio rapporto con la Confindustria, al fine di liberarsi dai vincoli stabiliti in sede di contrattazione nazionale, e di porre in essere un’odiosa forma di discriminazione sindacale in quella delicata e cruciale sfera che è costituita dalla rappresentanza nei luoghi di lavoro . L’esclusione della FIOM, l’organizzazione sindacale maggioritaria fra i lavoratori metalmeccanici torinesi, dagli organismi rappresentativi di fabbrica costituirebbe un’inaccettabile discriminazione, una prova di  pesante arroganza aziendale e di preoccupante cecità imprenditoriale, a nostro parere intollerabili. Pur consapevoli della drammaticità delle scelte individuali, di chi è posto dinanzi ad un brutale aut aut, e rispettosi di esse, esprimiamo il nostro sostegno e solidarietà a chi non ha rinunciato a difendere i diritti e le libertà conquistate a prezzo di duri sacrifici.
Maria Vittoria Ballestrero, Michelangelo Bovero, Piera Campanella, Alessandro Casiccia, Amedeo Cottino, Gastone Cottino, Bruno Contini, Giovanni De Luna, Lucia Delogu, Mario Dogliani, Angelo D'Orsi, Angela Fedi, Riccardo Guastini, Ugo Mattei, Ernesto Muggia, Marco Revelli, Marcella Sarale, Giuseppe Sergi, Gianni Vattimo”;
Sostiene inoltre lo sciopero proclamato dalla Fiom per il prossimo 28 gennaio 2010, ed invita l’Amministrazione Comunale di Lastra a Signa a presenziare alla manifestazione regionale nelle forme e nei modi che riterrà più opportuni.

Berlusconi DIMETTITI

martedì, dicembre 21, 2010

Assemblea PD 20/12/2010 - Resoconto

Ieri sera si è svolta la seconda assemblea dell’unione comunale PD.
Visti gli importanti appuntamenti, in sintonia con il Presidente, abbiamo preferito non rimandare nonostante le defezioni annunciate e le condizioni meteorologiche (neve e sue conseguenze).

Sono stati  nominati i garanti :
Carlo Cappellini
Giovanni Forconi
Riccardo Fanfani

la relazione del Segretario Stefano Calistri

Come riporta il regolamento  “Su proposta del segretario l’Assemblea elegge il Tesoriere dell’Unione Comunale a cui compete la responsabilità delle attività amministrative, patrimoniali e finanziarie del partito”.

La mia proposta è stata quella di Aniello Ciletti, accettata dall’assemblea che lo ha eletto con la sola astensione dello stesso Ciletti.






Ho relazionato su:
La partecipazione alla  manifestazione a Roma dell'11 dicembre.

La proposta al segretario metropolitano dei nominativo di  Stefano Calistri e Carlo Nannetti (in alternativa Angela Bagni) come rappresentanti alla Direzione Metropolitana

La situazione tesseramenti risultanti in federazione per il 2009 e quelli ad oggi (mancano ancora delle tessere da consegnare) per il 2010.

Un'immagine dell'assemblea al circolo ACLI-L'Ulivo
Alla prossima assemblea verrà presentato il resoconto definitivo del tesseramento, l’esposizione della situazione  patrimoniale e il Bilancio preventivo 2011.

Ho presentato l’esecutivo dell’ Unione Comunale. Come riporta il regolamento: ”L’esecutivo dell’Unione Comunale viene nominato dal segretario, tenendo conto del pluralismo interno e di un’adeguata rappresentanza del territorio. La sua composizione deve garantire la pari rappresentanza di genere. L’esecutivo coadiuva il segretario nella gestione operativa e politica del partito”

Le persone individuate sono:
Calistri Stefano
Sangiorgi Raissa
Ciletti Aniello
Lari Massimo
Marinesi Pietro
Caporaso Emanuele
Mirko Fancelli
Taccetti Gianni
Barozzino Gabriella
Bercigli Giulia
Del Corona Valeria