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martedì, ottobre 18, 2011

Consiglio Comunale congiunto. I nostri interventi


Ieri si è svolto il Consiglio Comunale congiunto Lastra e Signa sul tema della Bretella alla presenza dell’assessore Ceccobao.

In sintesi: la Bretella si farà, ma non con questo progetto. I costi totali dell’opera sono troppo alti e la quota di 90 ml di euro che deve impegnare la Regione (su un totale di 310) sono troppi.
In politichese l’assessore al termine degli interventi dei consiglieri ha concluso:“Prendo atto di un comune sentire espresso da tutte le componenti politiche rappresentate nei Gruppi consiliari, nella richiesta di realizzazione della “bretella” e voglio precisare che nessuno ha mai parlato di azzeramento dei progetti. La Regione Toscana continua nella volontà di attuazione dell’opera: non riprogettandola, ma partendo dal dato presente, confrontandosi con le Amministrazioni locali, coinvolgendo il territorio, per arrivare in poche settimane alla definizione di punti su cui possiamo operare per snellire il progetto”

Quindi la proposta della Regione è una revisione del progetto per renderlo più “snello” e soprattutto meno costoso.

Ma per far questo inevitabilmente i tempi si allungano. Quanto si allungano? Ceccobao si è impegnato a rispondere sui tempi entro le prossime 4 settimane.
Vedremo.



Di seguito gli interventi di Massimo Lari e Stefano Calistri prima delle conclusioni dell’assessore.


Noi crediamo che mai come in questo momento storico del nostro paese ci sia bisogno di chiarezza.
Di chiarezza e di responsabilità da parte delle istituzioni, di tutte le istituzioni, ognuna per il proprio ruolo e per le proprie competenze, questo è il primo passo che tutti noi dobbiamo fare perché  i cittadini riprendano fiducia nelle istituzioni e nella politica e non dilaghi il populismo e l’antipolitica, così come invece sta dilagando da troppo tempo a questa parte da ogni parte.
La storia della bretella Stagno – Prato rischia di diventare una querelle infinita che non può che mettere in imbarazzo tutte le istituzioni  coinvolte  nella realizzazione di quest’opera, a partire dall’amministrazione della  Regione Toscana per arrivare fino alle  singole amministrazioni dei vari Comuni interessati, perché troppo tempo è oramai trascorso da quel lontano 2003 in cui la Regione Toscana ha fatto il primo bando finalizzato alla realizzazione della bretella, troppo tempo per non infondere nella gente comune, nei cittadini che quotidianamente si trovano ad attraversare questo territorio, vuoi per lavoro, vuoi per altro, quel senso di avvilimento e di impotenza che troppo spesso ci si trova ad avere di fronte alle cose della pubblica amministrazione ed in particolar modo per quanto riguarda la realizzazione delle opere pubbliche, che in questo paese non si riesce mai a capire quando iniziano e quando finiscono.
Noi, che facciamo il nostro vanto il saper essere buoni amministratori della cosa pubblica ed abbiamo la giusta aspettativa come forza politica  di candidarci domani a guidare l’Italia, ad ogni livello dobbiamo distinguerci, dobbiamo distinguerci col nostro operato quotidiano dagli altri, da coloro che da troppo tempo hanno portato questo paese in una deriva etica imbarazzante.
Anche per questo dobbiamo essere chiari con i nostri cittadini, per questo dobbiamo essere responsabili di quello che facciamo o non facciamo.
Ogni volta che abbiamo affrontato il problema della Bretella Stagno – Prato in Consiglio Comunale, siamo stati sempre sostanzialmente tutti concordi nel ritenere,  pur con tutti i problemi di impatto ambientale conseguenti alla sua realizzazione, questa opera un’opera di importanza fondamentale per il nostro territorio, perché in questa parte  di territorio toscano  si produce una buona fetta  della ricchezza di tutta la Regione ed è indispensabile dotarla di infrastrutture adeguate che possano consolidare ed accrescerne il livello di sviluppo. Così come  rendere più agevoli  gli spostamenti in questa parte di territorio così centrale nella viabilità porterebbe sicuramente grande beneficio a tutte le attività produttive di tutta la Regione. Senza far passare in secondo piano come  un nuovo attraversamento sull'Arno  andrebbe ad alleggerire in maniera importante il traffico tra Signa e Ponte a Signa, vero imbuto che rende drammatica  la mobilità tra i Comuni di Lastra a Signa e Signa.. Mi raccontava giorni fa una collega Consigliere che svolge servizio di soccorso sul 118 in ambulanza presso la Pubblica Assistenza di Signa che molto spesso nelle ore di punta (7,30 - 8,30 di mattina e 17,30 – 19,30 di pomeriggio) restano bloccati con l'ambulanza nelle lunghe file che vengono a formarsi e rischiano di non poter rispettare i tempi massimi di protocollo per gli interventi in emergenza, con tutte le conseguenze immaginabili che si possono andare a verificare se non riescono ad arrivare dove è stato richiesto l’intervento in tempi brevi.
E poi non dobbiamo dimenticarci che questa opera è, volendo, cantierabile in tempi molto brevi e che per la sua realizzazione sono stati già spesi molti soldi.
Non credo che nessuno possa permettersi passi indietro, è e deve rimanere una priorità per la Regione Toscana.
Questi territori, i nostri territori devono avere delle risposte, devono avere dei tempi certi sulla realizzazione di quest’opera, devono avere chiarezza e vogliono che ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Sono andato a ricercare l'Ordine del Giorno approvato dai Consigli Comunali congiunti di Lastra a Signa e Signa nel settembre del 2003, venivano allora richieste quattro cose alla Regione Toscana ed in quell’occasione questo era stato detto che sarebbe stato:
1.     Una progettazione esecutiva che garantisse la minimizzazione dell'impatto ambientale dell'opera nella prossimità dei centri abitati;
2.     affidare l'opera ad un soggetto privato che possa portare a compimento il tutto (progettazione e realizzazione dell'opera in tempi brevi;
3.     mantenere l'impegno a non istituire alcun pedaggio nel tratto Lastra a Signa – Signa e viceversa;
4.     destinare in caso di gravi ritardi e di difficoltà insormontabili nel procedimento o per la mancanza di proposte attuabili, la somma stanziata di 28,9 milioni di euro per la progettazione e la costruzione del primo stralcio dell'opera con la realizzazione del nuovo ponte sull'Arno e dei relativi raccordi con la viabilità esistente.
Fermo restando il dispositivo di quell’Ordine del Giorno, chiediamo alla Regione chiarezza, chiediamo alla Regione tempi certi, chiediamo a ognuno per le proprie competenze di assumersi le proprie responsabilità.
Perché questo ci chiedono i cittadini che ci troviamo a rappresentare, perché non ci sarebbe cosa peggiore che non essere responsabili, non ci sarebbe cosa peggiore che non essere chiari in un momento in cui la politica sempre più spesso è tutto fuorché trasparente, è tutto fuorché responsabile.

Assessore Ceccobao ci dia i tempi, ci dica quanto pensa che possa durare questo nuovo percorso per definire l’essenziale mantenendo la funzionalità di quest’opera di cui lei ha parlato nel suo intervento.
Massimo Lari
Capogruppo PD Lastra a Signa

In questo mio intervento non ripeterò le motivazioni che portano questi territori a chiedere la realizzazione della Bretella.
Problemi di viabilità, qualità dell avita, crescita economica.
Credo che questi siano oramai chiari e declinati sotto tutti i suoi aspetti.
Vorrei ringraziare tutte le istituzioni presenti ed in particolare la Giunta Regionale e l’assessore Luca Ceccobao per la sua presenza qui.
Una presenza che dimostra da parte della Giunta interesse e attenzione per questi territori e per questa opera. La sua presenza qui non era scontata. Quindi ancora Grazie.
Sono tanti anni che questi territori aspettano la realizzazione dell’opera. Sappiamo bene che sono tanti i luoghi in Toscana che hanno problemi di traffico e aspettano infrastrutture per la sua soluzione o come volano per la propria economia. Questa opera è già pronta per essere realizzata ed è strategica per la Toscana quindi la domanda che sale da queste popolazioni non può essere paragonata ad altre richieste, legittime, ma che non godono delle stesse condizioni.
E l’importanza e la strategicità che questa opera riveste per la Regione è stata confermata stasera.
Colgo l’occasione della presenza dell’assessore ai trasporti per fare un accenno al trasporto locale. Il taglio dei finanziamenti al trasporto pubblico locale ha visto diminuire drasticamente il servizio di treni e autobus, e per il futuro si prospettano periodi ancora più cupi, questo inevitabilmente si riflette con un aumento del traffico su auto peggiorando ulteriormente la situazione della mobilità.
La scelta di una mobilità alternativa, auspicabile e necessaria, non è percorribile ad oggi per questi territori. Quindi se pur coscienti che la mobilità su autoveicoli dovrebbe essere disincentivata con politiche di mobilità alternativa finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente, credo che in queste condizioni la Bretella sia uno strumento necessario anche per alleviare le carenze del trasporto pubblico.
Credo che come esponente del partito Democratico di Lastra a Signa non possono non sottolineare alcuni aspetti di carattere più strettamente politico che riguardano il governo della nostra regione.
Venerdì scorso il nostro Segretario nazionale Bersani nell’ultimo incontro svolto a Firenze, alla presenza del nostro presidente Rossi, tra le tante cose ha ricordato che se vogliamo candidarci a governare questo paese dobbiamo dimostrare di essere affidabili e credibili. Ha ripreso le parole che già aveva usato il Presidente della Repubblica qualche tempo fa. E ha chiesto mano a quei territori, come la Toscana, che negli anni hanno ben amministrato e mantenuto una buona coesione sociale.
Uso questa esortazione del nostro segretario nazionale per riallacciarmi a quella parte del programma che parla di infrastrutture e mobilità con cui il Presidente Rossi si è presentato all’ultime elezioni.
“Gli interventi sulla mobilità e sul rafforzamento infrastrutturale sono una delle strategie più efficaci per il sostegno economico e per la coesione sociale e territoriale delle diverse realtà locali della Toscana. Un’adeguata rete infrastrutturale rappresenta uno dei migliori volani di crescita e di sviluppo per il nostro territorio regionale. Malgrado i crescenti investimenti e miglioramenti previsti, le infrastrutture toscane sono uno dei principali punti deboli della nostra Regione a causa, da una parte, della frammentaria orografia del territorio ma anche, dall’altra, della lentezza decisionale e del ritardo nell’utilizzo dei mezzi pubblici”.
Credo che sia giunto il momento di accelerare sulle decisioni infrastrutturali. Dobbiamo dimostrare di essere capaci di decidere e decidere velocemente investendo su questa opera. 
Nella medesima serata di Venerdì il segretario Regionale del Partito Democratico ci ha esortato a dare risposte, non rilanciare sogni se vogliamo riavvicinare le persone alla politica. Dobbiamo dire la verità alle persone.
Non possiamo meravigliarci o biasimare quei cittadini, e con loro una parte dei politici, se in questi anni hanno formulato proposte alternative alla Bretella. Sono anni che questa opera doveva essere pronta, e gli assessori che si sono succeduti prima di lei hanno promesso e ripromesso la sua immediata realizzazione.
Ma ad oggi la Bretella ancora non c’è.
Mi sembra legittimo che le persone chiedano risposte certe e soluzioni ai propri problemi.
Anche chi amministra ha necessità di risposte e tempi certi per provare a dare risposte e continuare ad essere credibili e  provare a rinnovare questo paese.
Quindi rinnovo l’invito alla Giunta a decidere velocemente e soprattutto a realizzare questa opera. Assessore ci dia i tempi, ci dica quanto pensa che possa durare questo nuovo percorso.
Stefano Calistri
Consigliere e Segretario PD Lastra a Signa

giovedì, aprile 28, 2011

Democratiche riflessioni

Cari Democratici e cari ragazzi del PD, sento la necessità di scrivere queste righe perché voglio condividere insieme a voi il mio pensiero che è poi la riflessione di una persona di quasi 36 anni appartenente cioè a quella generazione di confine tra coloro che pur essendo cresciuti nella cosiddetta prima repubblica si trovano ad affrontare le problematiche dell’età adulta nella seconda. Premetto che è mia intenzione utilizzare un linguaggio semplice e diretto, fuori forse dagli schemi del linguaggio politico, perché credo che anche questo sia un piccolo passo per far tornare la politica allo stesso livello della quotidianità e soprattutto perché mi rivolgo alle generazioni più giovani, che utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione, hanno imparato a concentrare tutto in poche ma significative parole.
Prima di tutto è doveroso fare una fotografia della situazione in cui versa il nostro paese, questi sono giorni cupi per la nostra repubblica che stenta a rimanere democratica o che forse, alla luce anche degli ultimi avvenimenti, non lo è già più. Siamo infatti condotti da un gruppo di potere, che fa capo ad un unico padrone, il quale sta demolendo in sequenza tutti quei meccanismi di pesi e contrappesi che per anni hanno tenuto in equilibrio i poteri dello stato, ma quello che secondo me è ben più preoccupante è che costoro sono riusciti a creare nella società quelle condizioni affinchè tutto questo passasse senza che suscitasse il clamore che in altri tempi sarebbe stato fragoroso.
Sta qui secondo me la chiave di tutto, ovvero l’aver manipolato, disgregato, depistato, deculturalizzato la società, che ricordiamolo è fatta di persone, a tal punto da rendere “digeribile” ai più gli abusi e i danni, alcuni ai limiti della sovversione, che stanno effettuando. Sembra che ai nostri giorni sia sparita la parola, o meglio il sentimento, dell’indignazione. Cosa dobbiamo aspettare di più per sentirci tali?
Hanno messo mano sui pilastri dello stato sociale, devastandolo, hanno rotto il fronte sindacale, isolando e rendendo molto più deboli i lavoratori, hanno frenato la scuola ed annientato la ricerca, compromettendo di fatto il futuro di questo paese, hanno monopolizzato i mass media, raccontando un’Italia che non c’è e messo a tacere tutto quello che non è conveniente sapere, hanno buttato sui comuni molto del peso dei tagli contenuti nella finanziaria, spostando, agli occhi dei cittadini, la colpa della riduzione di alcuni servizi proprio sul soggetto comunale, hanno demolito il ruolo della donna evidenziando i corpi tralasciandone le capacità, hanno, o stanno tentando, di assoggettare la magistratura al potere esecutivo togliendole di fatto la possibilità di poter procedere verso tutti gli individui in maniera paritaria costituendo in definitiva una classe di intoccabili, hanno messo le mani sulle nuove generazioni e su quelle fasce sociali più facilmente manipolabili stravolgendo completamente quei valori di riferimento culturali, civici, sociali e umani che sono alla base di un paese democratico. Troppo spesso i nostri giovani di sani principi e le persone che hanno avuto la forza di rifiutare tutto ciò sono costretti a provare sulla propria pelle lo smacco di vedersi passare avanti dal furbo della situazione, di sentirsi posti ai margini perché non si inquadrano nel modo di apparire che oggi è richiesto e che vale più delle capacità, di vivere quotidianamente la realtà di non avere un lavoro sicuro che li possa sganciare definitivamente dalle famiglie di origine, ormai diventate il vero ammortizzatore sociale, e che li possa mettere nelle condizioni di costruire loro una nuova famiglia e di garantire ai figli che verranno un minimo di dignità e tranquillità. Di tutto ciò e di molto altro ancora, che in questa sede è stato tralasciato ma che spero emerga nelle discussioni che affronteremo, non sappiamo quanto è dovuto e chi ci dirige e quanto magari alla situazione di benessere che alcuni anni fa abbiamo vissuto, certo è che chi ha in mano le leve del potere esecutivo attualmente non ha fatto niente per frenare questa degenerazione ed anzi, spesso, vi si riconosce pienamente.

venerdì, aprile 22, 2011

Galan è un comunista

Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ospite della rubrica “Un caffè con”, su Skytg24 ha  rilasciato dichiarazioni pesanti su Tremonti:

 “Anche il peggiore amministratore è capace di fare un taglio lineare”, che di fatto è “una non decisione”, mentre “chi governa è chiamato a fare scelte”. Inoltre “chi fa tagli alla cultura è un pazzo” perché la cultura “non è la ciliegina sulla torta ma è la torta”.

In questi anni  in consiglio comunale abbiamo sottolineato le difficoltà dovute ai tagli lineari di Tremonti finalizzate a far cassa e non frutto di una politica atta a sviluppare il paese.  Tagli che bloccano la crescita e ingessano le amministrazioni locali.

Adesso quelle stesse cose le dice un ministro  della Repubblica......

l'unica spiegazione possibile  è che Galan sia un comunista!

domenica, gennaio 30, 2011

PROSSIMI APPUNTAMENTI

I prossimi appuntamenti del PD di Lastra a Signa


Il Partito Democratico di Lastra a Signa organizza Lunedì 31 gennaio ore 21,15 al circolo ARCI “Le Due Strade” Tripetetolo :
GLI EFFETTI DELLA MANOVRA FINANZIARIA SUL BILANCIO REGIONALE E COMUNALE. LA RICADUTA SUI SERVIZI.
Saranno presenti: i consiglieri regionali Vittorio Bugli (capogruppo PD) e Paolo Bambagioni (PD) che faranno una panoramica sulla manovra nazionale e sulle scelte politiche fatte dalla Regione Toscana per far fronte, almeno in parte, ai tagli della Finanziaria.
Il Sindaco Carlo Nannetti indicherà le linee generali del prossimo bilancio e illustrerà gli effetti che la finanziaria produrrà sui vari servizi.

Ti aspettiamo
Sarà la prima occasione, per chi lo desidera,  di  rinnovare il tesseramento  al PD  per il 2011 e sottoscrivere la petizione promossa dal PD nazionale "Berlusconi Dimettiti".

TESSERAMENTO 2011
 
E’ iniziato il tesseramento per l’anno 2011. Rivolgiti al coordinatore del tuo circolo oppure vieni in piazza del mercato sabato prossimo quando raccoglieremo le firme per chiedere le dimissioni  del Presidente del Consiglio.





BERLUSCONI DIMETTITI
Con domani sera partirà anche a Lastra a Signa la  raccolta di firme per mandare a casa Berlusconi.
Sabato 5 febbraio saremo al mercato  e sabato 12  febbraio ancora  per Lastra a Signa in  un luogo ancora da definire.
Nel frattempo rivolgiti al tuo coordinatore di circolo e informati come fare per  firmare.. e perché no per dare una mano per raccogliere le firme.
C’è bisogno della mano di tutti!!!!
.



GIOVANI DEMOCRATICI
Hai meno di trent’ anni?  Conosci qualcuno che ha meno di trenta anni e vuole scambiare due parole o due idee con i giovani democratici?
Mercoledi 2 febbraio a Tripetetolo alle ore 19 il gruppo dei giovani  consiglieri comunali e i responsabili dei GD di Firenze si  ritrovano per scambiarsi idee e progetti per il nostro paese. Perché non vieni?
Cosa occorre? Niente..... basta portare entusiasmo e voglia di sognare che è l’energia vitale del mondo giovanile.
Ti aspettiamo!!!!!!!!!

sabato, gennaio 29, 2011

Discussione sull'accordo di Mirafiori in Consiglio Comunale

E’ stata presentata nell’ultimo consiglio comunale una mozione  con oggetto” Mozione di sostegno allo sciopero del 28 gennaio proclamato dalla FIOM e per l’adesione all’appello “Non possiamo tacere”.


Personalmente ho sempre dichiarato la mia poca predilezione a discutere in consiglio comunale questioni che poco hanno a vedere con Lastra a Signa. 
Purtroppo mi rendo conto di essere "giovane" (come tempo dedicato alla causa) quindi probabilmente  non capisco ancora l'importanza di tutte queste lunghe discussioni  visto che sembra una prassi consolidata un po’ ovunque e risulta impossibile sottrarsi alla discussione.


in questa occasione il gruppo del Partito Democratico  dopo aver partecipato attivamente alla discussione, in modo compatto si è astenuto.
Sono state sottolineate sotto varie sfaccettature le preoccupazioni per  una deriva che possa portare  lontano dal contratto nazionale e la mancanza di attenzione del governo verso il mondo del lavoro. L’astensione  del gruppo è giustificata dai toni e dai contenuti non tutti condivisibili della mozione e dalla discussione in consiglio che sembrava puntare a creare divisione nel PD piuttosto che offrire spunti di riflessione o cercare soluzioni condivise.

L’aspetto curioso è stata l’astensione  del gruppo PDL , per cui la mozione con i 2 voti   favorevoli (rifondazione e IDV)  è passata.

Riporto di seguito il testo del mio intervento e poi il testo integrale della mozione.
Buona lettura.

Stefano Calistri

Le problematiche sollevate dall'accordo di Mirafiori e  il relativo  referendum tra i lavoratori ha creato molti spunti di riflessione che vanno dai diritti dei lavoratori passando per le relazioni sindacali fino alla  globalizzazione.
Molte sarebbero le questioni da dibattere e sulle quali approfondire le riflessioni.
Ne affronterò velocemente alcune in relazione alla mozione  presentata.
Ci sono aspetti condivisibili nella mozione e in particolare  tutti quelli che sottolineano l'atteggiamento arrogante e ricattatorio da parte della Fiat e di Marchionne.
Condivisibile è sottolineare che FIAT sembra puntare più ad una ristrutturazione dei propri assetti  societari per aspetti di carattere finanziario più che industriale, infatti non è molto chiaro il progetto industriale e come Fiat cerchi di rilanciare il marchio per recuperare fette di mercato.
Occorre sicuramente ridiscutere le regole della rappresentanza. Non mi sembra corretto estromettere una forza sindacale fortemente rappresentativa dalle trattative. Ma questa è una discussione non facile da affrontare e che non presenta facili soluzioni.
La FIAT, e su questo il governo potrebbe dire qualcosa, dovrebbe affrontare il piano industriale come una scommessa comune tra lavoratori e management. Ma la scommessa comune implica partecipazione, quindi trasparenza e piena informazione dei lavoratori sull’attuazione del piano.
Credo che di questo non ci sia traccia nell’accordo FIAT.

Si sono aspetti che non condivido.
Un referendum a cui si decide di partecipare anche se considerato illegittimo, rimane una consultazione  tra i lavoratori e dispiace vederla  utilizzarla per dividere ulteriormente gli stessi in sotto categorie (operai e impiegati). A prescindere dalla composizione dei reparti i lavoratori siano essi operai o  impiegati contribuiscono alla causa FIAT e giustamente come tali hanno il diritto di esprimersi.
Credo inoltre sia inoltre poco corretto caricare i lavoratori di una responsabilità così grossa. E' veramente difficile operare scelte quando di fronte si hanno out out. Difficile quando si hanno famiglie da mantenere e mutui da pagare e il mondo del  lavoro non ti permette di poter andare altrove a trovare  qualcuno che ti offre la possibilità di sostentamento. In queste condizioni le scelte di principio diventano davvero difficili.
Credo che molti lavoratori di Mirafiori abbiano votato sapendo che rinunciavano a qualcosa. Molti lo hanno fatto controvoglia, con mal di pancia, ma nella speranza di vedere mantenuto il proprio lavoro. Viste le condizioni in cui versa il nostro paese e le affermazioni degli esponenti poco rassicuranti del nostro governo la vittoria del no li  avrebbe visti sicuramente  disoccupati. Non me la sento di giudicare quei lavoratori che hanno scelto di poter sperare di mantenere il proprio lavoro anche a discapito di alcuni diritti.
Per me  il loro spartiacque era la salvaguardia del posto di lavoro. Cosa che non hanno potuto fare invece i lavoratori di Termini Imerese.
Che l'accordo sottoscritto a Mirafiori violi il diritto alla salute imponendo ritmi e orari di lavoro ... non ho possibilità di giudicare, ma non mi sembra molto dissimile ai tanti contratti firmati in questi anni da tutte le sigle sindacali nelle varie parti d'Italia da molte grande industrie italiane in deroga al contratto nazionale.

Credo che la sfida della globalizzazione vada affrontata. La globalizzazione, a prescindere dall'opinione che ognuno di noi possa avere su di essa, ci costringe a rivedere il sistema di relazioni tra impresa e mondo del lavoro. E rivedere non significa necessariamente togliere o diminuire diritti ma significa affrontare i problemi con gli strumenti e la consapevolezza che non siamo più nell'ottocento sotto tutti i punti di vista. Il mondo è cambiato ed è in continuo mutamento. Le relazioni  tra impresa e  sindacato sembra invece rimasta ferma.

Credo che la “classe operaia” del nuovo millennio siano i precari, i lavoratori a nero, i lavoratori ricattati  a cui si impone lo straordinario senza pagarlo, i lavoratori a cui non si paga  la malattia e le ferie, quei lavoratori che  prestano la propria opera sotto il ricatto continuo di essere mandati via... illicenziabili perché neppure assunti. Essi non figurano in nessuna statistica. 
Di questo non si parla... o almeno se ne parla  marginalmente.... ma mai con una veemenza e il risalto che si è dato all'accordo di mirafiori. Questi lavoratori non hanno un contratto nazionale e se continueremo così, forse, non lo avranno mai.
Occorre dare risposte ad una situazione sempre più difficile per i giovani precari, per l'assenza di lavoro, per la cassa integrazione, per le condizioni di lavoro, per le ipotesi di scavalcamento del contratto nazionale. Il governo non può continuare a far finta di nulla. Sono necessarie risposte di politica economica e di politica industriale. È necessario un'intesa tra le parti sociali sulla rappresentanza e la democrazia sindacale affinché gli accordi siano esigibili e tutti i lavoratori siano pienamente rappresentati in azienda.

Spero di sentire presto dai governati, dai politici dell'opposizione e dai sindacati, e perché no nei futuri ordini del giorno e mozioni nei consigli comunali,   proposte e riflessioni sull'argomento.



Il testo della mozione presentata CONSIGLIO COMUNALE DI LASTRA A SIGNA
Gruppo Consiliare PARTITO della RIFONDAZIONE COMUNISTA – LASTRA da VIVERE e PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI


OGGETTO: Mozione di sostegno allo sciopero del 28 gennaio proclamato dalla FIOM e per l’adesione all’appello “Non possiamo tacere”

PREMESSO:
-          che a fronte della drammatica durezza delle politiche che vengono portate avanti in primo luogo dalla Fiat attraverso il ricatto del posto di lavoro prima a Pomigliano dove ha utilizzato come argomento la chiusura dello stabilimento ed ora a Torino dove  minaccia di abbandonare Mirafiori se i lavoratori non si sottomettono ai suoi diktat,  è necessario dire SI’ ai diritti e NO ai ricatti;
-          che appare evidente il tentativo, in questa come in altre occasioni, di usare la crisi economica come clava contro i diritti e le tutele conquistate, attraverso anni di lotte, dalle lavoratrici e dai lavoratori;
-          che nonostante il ricatto a cui i lavoratori sono stati sottoposti il risultato del Referendum del 13 e 14 gennaio è stato vinto di misura solo grazie al voto degli impiegati (capi, quadri inferiori) non coinvolti nell’accordo;
CONSIDERATO:
-          che mai come in questo momento lo spartiacque impone da che parte stare: con i lavoratori e le lavoratrici per la difesa dei loro diritti o con “i padroni del vapore” che intendono riportare le condizioni del lavoro dell’ottocento;
-          che l’atteggiamento della Fiat contrasta sia con l’articolo 39 della Costituzione Repubblicana e con i titoli II e III della legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei diritti dei lavoratori);
-          che l’accordo sottoscritto separatamente fra Fiat e alcune organizzazioni sindacali viola anche il diritto, costituzionalmente tutelato, alla salute, imponendo ritmi, orari di lavoro (straordinario imposto dall’azienda), turni, ecc. tali da influire sull’integrità fisica delle perosne;
 CONSIDERATO ALTRESI’:
-          che la Fiat punta ad una ristrutturazione dei propri assetti societari (partecipazione in Crysler) finalizzati a speculazioni di borsa, più che a rilanciarsi sul piano industriale, tanto che il marchio Fiat segna il passo su tutti i mercati e non per responsabilità dei lavoratori;
-          che la Fiat ha assunto in Italia un monopolio di fatto nel settore auto, del tutto sconosciuto in altri paesi, anche grazie ai finanziamenti ed agli incentivi utilizzando denaro pubblico e che pertanto va valutato se la posizione di Fiat non rientri fra quelle contemplate dall’art. 43 della Costituzione;
VALUTATO:  che per i motivi sopra schematicamente esposti non è solo una questione sindacale circoscritta alla Fiat e ai soli lavoratori metalmeccanici, ma investe direttamente tutte le cittadine e i cittadini, in quanto vengono compromesse e modificate alcune regole stabilite dalla Costituzione;
IL CONSIGLIO COMUNALE DI LASTRA A SIGNA
aderisce all’appello “Non possiamo tacere”, che fa parte, quale atto integrale, del presente provvedimento, nel testo che segue:
“Di fronte all’ostentata dimostrazione di prepotenza offerta in questi giorni dalla Fiat e di fronte ai contenuti dell’accordo da essa imposto per lo stabilimento di Mirafiori, riteniamo di non poter tacere. Non può essere taciuto il carattere esplicitamente ricattatorio, da vero e proprio diktat, che pone i lavoratori, già duramente provati dalla crisi e dalla cassa integrazione, con salari tra i più bassi d’Europa, nella condizione di dover scegliere tra la messa a rischio del proprio posto e la rinuncia a una parte significativa dei propri diritti; tra la sopravvivenza e la difesa di condizioni umane di lavoro; tra il mantenimento del proprio reddito e la conservazione della propria dignità. E’ un’alternativa inaccettabile in una società che pretenda di rimanere civile e in un Paese che voglia continuare a definirsi democratico. Non può essere taciuto, d’altra parte, lo strappo – un vero e proprio scardinamento – che tale accordo introdurrebbe nell’intero sistema delle relazioni industriali in Italia, la sua aperta contraddizione con ampia parte del dettato costituzionale, a cominciare dall’art 1 che proclama la nostra democrazia repubblicana “fondata sul lavoro” – cioè sul ruolo centrale del lavoro e della persona del lavoratore. Non può essere taciuta,infine, l’assoluta gravità della scelta Fiat di risolvere il proprio rapporto con la Confindustria, al fine di liberarsi dai vincoli stabiliti in sede di contrattazione nazionale, e di porre in essere un’odiosa forma di discriminazione sindacale in quella delicata e cruciale sfera che è costituita dalla rappresentanza nei luoghi di lavoro . L’esclusione della FIOM, l’organizzazione sindacale maggioritaria fra i lavoratori metalmeccanici torinesi, dagli organismi rappresentativi di fabbrica costituirebbe un’inaccettabile discriminazione, una prova di  pesante arroganza aziendale e di preoccupante cecità imprenditoriale, a nostro parere intollerabili. Pur consapevoli della drammaticità delle scelte individuali, di chi è posto dinanzi ad un brutale aut aut, e rispettosi di esse, esprimiamo il nostro sostegno e solidarietà a chi non ha rinunciato a difendere i diritti e le libertà conquistate a prezzo di duri sacrifici.
Maria Vittoria Ballestrero, Michelangelo Bovero, Piera Campanella, Alessandro Casiccia, Amedeo Cottino, Gastone Cottino, Bruno Contini, Giovanni De Luna, Lucia Delogu, Mario Dogliani, Angelo D'Orsi, Angela Fedi, Riccardo Guastini, Ugo Mattei, Ernesto Muggia, Marco Revelli, Marcella Sarale, Giuseppe Sergi, Gianni Vattimo”;
Sostiene inoltre lo sciopero proclamato dalla Fiom per il prossimo 28 gennaio 2010, ed invita l’Amministrazione Comunale di Lastra a Signa a presenziare alla manifestazione regionale nelle forme e nei modi che riterrà più opportuni.