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mercoledì, febbraio 21, 2018

Prossime Iniziative

- Sabato 24 Febbraio dalle ore 16:30 al circolo Toscanini a Ginestra insieme a Laura Cantini parleremo di #100Punti: Lavoro e Pensioni, interviene Angela Bagni ed Emanuele Caporaso
- Martedì 27 Febbraio dalle 18:15 presso il circolo Le Cascine "100x100 le cose concrete fatte e da fare" con i candidati al nostro collegio elettorale Lorenzo Becattini, Laura Cantini, Caterina Biti, Rosa Maria Di Giorgi e David Ermini, parteciperanno anche i consiglieri regionali Monia Monni ed Eugenio Giani.
- Giovedì 1 Marzo cena di chiusura della campagna elettorale con i candidati Caterina Biti, David Ermini, Rosa Maria Di Giorgi presso il circolo ARCI di Tripetetolo. Per prenotazioni 3391971560



sabato, febbraio 03, 2018

100 cose fatte - 100 da fare

Ieri Matteo Renzi ha presentato la proposta del PD agli elettori in vista della consultazione del 4 marzo. E' un compendio di ciò che in questi anni è stato fatto, e ciò che resta da fare per l'Italia.

Siamo in campagna elettorale e tutti promettono tutto. Nessuno però racconta mai che cosa ha fatto. Quali risultati concreti offre all'attenzione dei propri concittadini. Noi siamo diversi e vogliamo mantenerci diversi. Non partecipiamo alla competizione a chi la spara più grossa, a chi lancia la proposta più dispendiosa, a chi si inventa l’idea più mirabolante. 

La nostra promessa è una: non fare promesse.

Presentiamo qui cento piccoli risultati raggiunti. E cento passi avanti che vogliamo fare. Cose fatte e allo stesso tempo altre cose da fare. Sono impegni concreti, realizzabili, a portata di mano.E fanno andare avanti l’Italia senza farla precipitare nel tunnel dello spread e della crisi da cui siamo usciti a fatica con coraggio e determinazione.

Qui trovate dei punti precisi. 
E ci dispiace per i venditori di fumo, per i professionisti degli slogan, per gli amanti delle false notizie:
è un elenco serio e pacato di ciò che secondo noi serve all’Italia.

Lo possiamo proporre noi perché in questi anni abbiamo ottenuto dei risultati che offriamo alla vostra verifica.
Quando il 4 marzo entreremo nella cabina elettorale ricordiamoci che c’è chi promette e chi realizza. L’Italia ha bisogno di andare avanti. Di essere più forte e più giusta. Di essere protagonista nell’Europa che cambia. L’Italia ha bisogno di risultati, non di slogan.

Clicca qui per scaricare la proposta del PD

Clicca qui per scaricare una sintesi del programma

sabato, aprile 29, 2017

Informazioni utili per le primarie di domani - repost

Dove votare

Domenica 30 Aprile si voterà per l'elezione del prossimo segretario del Partito Democratico, a Lastra a Signa si potrà votare:
  • Circolo ARCI "Tripetetolo", via Livornese 108 per le sezioni elettorali 2-3-7-8-9
  • Circolo ARCI "Pista le Cascine", via del Prato 1, per le sezioni elettorali 1-10-11-13-14
  • Circolo ACLI "L'Ulivo", via F. Turati 4, per le sezioni elettorali 4-5-6-12
  • Circolo ARCI "A. Toscanini", via Chiantigiana 72, per le sezioni elettorali 17-18-19
  • Sede Circolo PD Malmantile, via Vecchia Pisana 133, per le sezioni elettorali 15-16-20

Istruzioni per il voto

Chi può votare:
  • I cittadini italiani iscritti alle liste elettorali possono votare domenica 30 aprile portando con sé un documento di riconoscimento, la tessera elettorale e, se registrati online, la ricevuta dell’avvenuta registrazione. È richiesto il contributo di almeno 2 euro.
  • Se sarai fuori dalla tua Provincia di residenza o momentaneamente all'estero, devi obbligatoriamente registrarti qui, entro le ore 12:00 di giovedì 27 aprile e stampare la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Successivamente ti verrà indicato via mail o sms, il seggio in cui potrai votare.Al momento del voto, ricordati di portare con te un documento di riconoscimento e la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Ti sarà richiesto un contributo di almeno 2 euro.
  • Se hai un’età compresa tra 16 e i 18 anni e domenica 30 aprile vuoi votare alle Primarie del Pd, devi obbligatoriamente registrarti qui, entro le ore 12:00 di giovedì 27 aprile e stampare la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Successivamente ti verrà indicato via mail o sms, il seggio in cui potrai votare.Al momento del voto, ricordati di portare con te un documento di riconoscimento e la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Ti sarà richiesto un contributo di almeno 2 euro.
  • Se sei un cittadino UE residente in Italia e domenica 30 aprile vuoi votare alle Primarie del Pd, devi obbligatoriamente registrarti qui, entro le ore 12:00 di giovedì 27 aprile e stampare la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Successivamente ti verrà indicato via mail o sms, il seggio in cui potrai votare. Al momento del voto, ricordati di portare con te un documento di riconoscimento e la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Ti sarà richiesto un contributo di almeno 2 euro.
  • Se sei iscritto al Partito Democratico e sei maggiorenne, voterai nel seggio corrispondente alla tua sezione elettorale (vedi sopra). Ricorda di portare con te un documento di riconoscimento, la tessera elettorale e la tessera del PD. Non ti sarà richiesto il contributo di 2 euro se hai rinnovato l’iscrizione entro il 28 febbraio 2017. Se sei iscritto al PD e hai fra i 16 e i 18 anni, o vuoi votare fuori sede, o sei un cittadino UE residente in Italia o sei un cittadino di un altro Paese, segui le istruzioni di cui sopra

martedì, aprile 18, 2017

Informazioni utili per le Primarie del 30 Aprile

Dove votare

Domenica 30 Aprile si voterà per l'elezione del prossimo segretario del Partito Democratico, a Lastra a Signa si potrà votare:
  • Circolo ARCI "Tripetetolo", via Livornese 108 per le sezioni elettorali 2-3-7-8-9
  • Circolo ARCI "Pista le Cascine", via del Prato 1, per le sezioni elettorali 1-10-11-13-14
  • Circolo ACLI "L'Ulivo", via F. Turati 4, per le sezioni elettorali 4-5-6-12
  • Circolo ARCI "A. Toscanini", via Chiantigiana 72, per le sezioni elettorali 17-18-19
  • Sede Circolo PD Malmantile, via Vecchia Pisana 133, per le sezioni elettorali 15-16-20

Istruzioni per il voto

Chi può votare:
  • I cittadini italiani iscritti alle liste elettorali possono votare domenica 30 aprile portando con sé un documento di riconoscimento, la tessera elettorale e, se registrati online, la ricevuta dell’avvenuta registrazione. È richiesto il contributo di almeno 2 euro.
  • Se sarai fuori dalla tua Provincia di residenza o momentaneamente all'estero, devi obbligatoriamente registrarti qui, entro le ore 12:00 di giovedì 27 aprile e stampare la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Successivamente ti verrà indicato via mail o sms, il seggio in cui potrai votare.Al momento del voto, ricordati di portare con te un documento di riconoscimento e la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Ti sarà richiesto un contributo di almeno 2 euro.
  • Se hai un’età compresa tra 16 e i 18 anni e domenica 30 aprile vuoi votare alle Primarie del Pd, devi obbligatoriamente registrarti qui, entro le ore 12:00 di giovedì 27 aprile e stampare la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Successivamente ti verrà indicato via mail o sms, il seggio in cui potrai votare.Al momento del voto, ricordati di portare con te un documento di riconoscimento e la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Ti sarà richiesto un contributo di almeno 2 euro.
  • Se sei un cittadino UE residente in Italia e domenica 30 aprile vuoi votare alle Primarie del Pd, devi obbligatoriamente registrarti qui, entro le ore 12:00 di giovedì 27 aprile e stampare la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Successivamente ti verrà indicato via mail o sms, il seggio in cui potrai votare. Al momento del voto, ricordati di portare con te un documento di riconoscimento e la ricevuta dell’avvenuta registrazione online. Ti sarà richiesto un contributo di almeno 2 euro.
  • Se sei iscritto al Partito Democratico e sei maggiorenne, voterai nel seggio corrispondente alla tua sezione elettorale (vedi sopra). Ricorda di portare con te un documento di riconoscimento, la tessera elettorale e la tessera del PD. Non ti sarà richiesto il contributo di 2 euro se hai rinnovato l’iscrizione entro il 28 febbraio 2017. Se sei iscritto al PD e hai fra i 16 e i 18 anni, o vuoi votare fuori sede, o sei un cittadino UE residente in Italia o sei un cittadino di un altro Paese, segui le istruzioni di cui sopra

lunedì, gennaio 27, 2014

Giorno della Memoria. Per non dimenticare.



“Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no”. 

(Primo Levi)





domenica, aprile 22, 2012

I capibranco della politica

Vi consigliamo di leggere l'articolo seguente a firma di Curzio Maltese sulla situazione politica nazionale.

"I capi dei babbuini, con i quali condividiamo il 98 per cento di patrimonio genetico, rimangono tali anche quando non sono più di alcun aiuto agli altri babbuini. Robert Sapolsky, genio californiano della biologia, descrive così il comportamento di un capobranco: «Solomon era ormai anziano e riposava sugli alberi, continuando a sfruttare la sua straordinaria capacità d´intimidazione psicologica. Da circa un anno non affrontava più un combattimento. Si limitava a guardare sdegnosamente il potenziale avversario, faceva qualche giro minaccioso lì intorno. O al massimo s´arrampicava su un albero e la cosa finiva lì. Erano tutti terrorizzati da lui». L´arte recitativa dei capi babbuini più esperti arriva a ingannare il branco in altri raffinati modi, per esempio nella ricerca del cibo. Se lo trova, non lo segnala agli altri, ma finge di continuare la ricerca, per poi tornare al boccone e divorarlo da solo.
Nella sua bellissima Anti storia d´Italia il grande intellettuale triestino Fabio Cusin, di formazione azionista, individua il modello della politica italiana nella signoria quattrocentesca, con un padrone assoluto circondato da una corte servile.
Ora, se incrociamo gli studi sui primati e l´intuizione di Cusin, abbiamo una fotografia esatta della politica e anche dell´antipolitica italiana. Dal punto di vista della struttura padronale di partiti e movimenti, politica e antipolitica sono infatti la stessa cosa. Semmai nell´antipolitica, la struttura proprietaria e assolutista è ancora più accentuata.

Si discute da decenni sulla crisi dei partiti, qualcuno vuole distruggerli e per farlo di solito è «costretto» ad aggiungerne un altro alla lista. Ma la verità è che i partiti in Italia non esistono più. Tranne uno, il Pd, che ricorda gli altri partiti occidentali. Almeno non ha un leader a vita, che sarebbe una cosa normale in democrazia, ma viene considerato un segno di debolezza. Per il resto la politica è fatta da una dozzina di oligarchi che dispongono delle risorse economiche di movimenti ormai designati col loro cognome e decidono tutto, dalle liste dei parlamentari in giù, senza dover consultare alcun organismo collegiale. Berlusconi ha nominato cavaliere lo scudiero Alfano come si faceva appunto nelle corti del Quattrocento, ma continua a essere il vero padrone del Pdl ed è capace di far saltare i vertici di maggioranza se soltanto si sfiorano i privilegi del suo regno televisivo. La Lega non è riuscita a fare a meno di un Bossi menomato dalla malattia e ora, dopo gli scandali che hanno toccato la famiglia stessa del capo, è costretta a fingere che Bossi non sapesse nulla di quanto gli accadeva intorno e a un palmo di naso. Il centro è pure composto da tre signorie personali, quelle di Casini, Fini e Rutelli. A sinistra Sel non esiste senza Nichi Vendola, dominus assoluto dei neo libertari. Quanto ai libertari storici, i radicali, sono sempre stati una lista con nome e cognome, prima Marco Pannella e poi Emma Bonino, circondati da un cerchio magico dove l´obbedienza contava assai più del merito. Salvo che più di un fedelissimo è andato poi a servire padroni più solvibili.
A noi italiani, si vede, piace così. Il tratto disperante è infatti che i paladini dell´antipolitica, i cosiddetti rinnovatori, ripetono alla lettera lo schema del partito padronale berlusconiano. Antonio Di Pietro per anni ha gestito i fondi dell´Idv attraverso una società a conduzione familiare, affidata alla moglie e a un´amica di famiglia, e non ha resistito alla tentazione di piazzare il figlio Cristiano nel consiglio regionale del Molise. Beppe Grillo ha addirittura perfezionato lo schema di Berlusconi. Se il Cavaliere ha trasformato l´azienda in partito, Grillo ha fondato un partito e ci ha costruito sopra un´impresa. Non ha neppure bisogno dei finanziamenti pubblici, perché i militanti portano direttamente i soldi al capo, comprano tutto da lui, dai gadget del movimento ai comizi sotto forma di video, libro o show dal vivo. Non a tutti i grillini il sistema piace, ma i dissidenti vengono espulsi al volo dal capo, senza neppure convocare una finta riunione. Basta proibire l´uso del simbolo, che è registrato come proprietà personale ed è tutelato da stormi di avvocati.
Si può obiettare che il personalismo e il liderismo sono fenomeni mondiali, ma l´argomento è piuttosto debole. In nessun paese d´Europa i partiti si sono trasformati in riserva personale di un papa re nominato a vita, neppure in presenza di leader molto popolari e di grande levatura intellettuale, protagonisti a volte di imprese storiche. Negli Stati Uniti i partiti sono assai più leggeri nella struttura, in pratica comitati elettorale, ma sono in ogni caso loro a selezionare il leader e non viceversa.

Il risultato è che in Italia il capo ha sempre ragione, anche quando cambia idee e alleati come vestiti. Ogni contraddizione politica e personale, comportamento poco trasparente o intollerante e finanche dispotico, viene giustificato dai fedeli in nome della missione superiore di cui il signore è investito. I vizi privati e il conflitto d´interessi di Berlusconi sono parsi sempre agli elettori del centrodestra peccati veniali, rispetto al compito immane di salvare l´Italia dal comunismo dei soviet (pericolo assai attuale) e le tasche dei cittadini dalla pressione fiscale. Il familismo di Bossi era poca cosa al cospetto della Padania libera e del federalismo magico. Altrettanto vale, sull´altro fronte, per il familismo di Di Pietro. Non importa poi molto ai seguaci della destra se con i governi Berlusconi la pressione fiscale è cresciuta e il federalismo si è rivelato una bufala. Nemmeno interessa agli antiberlusconiani dell´Idv se Di Pietro ha contribuito a far vivere il governo dell´odiato tiranno un anno in più, grazie ai suoi ex fidatissimi amici e collaboratori Scilipoti e Razzi, e se a mandare a casa il Cavaliere nei fatti è stato l´uomo che il loro leader aveva dipinto per anni come un collaborazionista di regime, un pavido complice del berlusconismo, il presidente Napolitano.
I seguaci non si sentono mai traditi, anzi reagiscono con rabbia e insulti a chi soltanto osa avanzare qualche dubbio sulle qualità del capo. Da leader incompetenti e inetti, i seguaci non si aspettano che risolvano davvero i problemi, ma soltanto che appaghino un bisogno disperato di certezze e di semplificazione. In questo, va detto, sono tutti bravissimi. La capacità si semplificare i problemi è la loro unica autentica competenza.

Nessuno dei seguaci è sfiorato dall´idea che il fattore principale della spaventosa corruzione della seconda repubblica risieda proprio nella natura padronale dei nuovi partiti. Dalle grandi signorie nazionali a quelle locali, come dimostra il disastro morale del ventennale sistema di potere in Lombardia, pure riconducibile a un nome e cognome, Roberto Formigoni. Così per combattere le vecchie signorie in declino se ne creano di nuove, ancora più assolutiste. Ma se siamo arrivati a questo punto, sarà colpa dei cattivi leader o dei cattivi seguaci? A un loggionista che disturbava lo spettacolo con fischi e schiamazzi, il grande Ettore Petrolini disse: «Non ce l´ho con te, ma con quello vicino che non t´ha ancora buttato di sotto».

sabato, aprile 14, 2012

Finanziamento ai partiti... nazionali!

Che si chiami finanziamento pubblico, che si chiami rimborso elettorale, la quantita' di denaro che arriva nelle casse dei partiti e' ingiustificabile. 

Se poi la mettiamo in relazione alla difficoltà che le famiglie italiane vivono in questo momento risulta ulteriormente fuori da ogni logica  economica e politica.

Personalmente  credo sia importante che i  partiti  siano finanziati, in modo piu' sobrio, dalla finanza pubblica. Certo questo sistema gestito da questa classe politica non e' più credibile.... e neppure così  immune da ingerenze delle lobby, ma togliendo il finanziamento pubblico si corre il rischio che i partiti si trovino, molto più di ora, a dover rispondere direttamente a chi li finanzia e non a chi ti elegge e di demandare solo a chi ha risorse personali la possibilità di fare politica (credo che Berlusconi ne sia stato un esempio).

Il problema del finanziamento ai partiti sta nella quantità e nel suo uso! Negli ultimi anni, visti anche gli ultimi  eventi, ne è stato fatto spesso un abuso!!!!
Se a tutto questo aggiungiamo, e parlo per il PD, che ai circoli locali non arriva un'euro del finanziamento, anzi sono i circoli territoriali a versare gran parte del finanziamento del tesseramento alla federazioni territoriali, la situazione si fa ancora più incomprensibile!

I partiti locali sono quelli che sono presenti sul territorio e cercano, con fatica, di: formare una classe dirigente per amministrare  gli enti locali, di fare attività politica, si autofinanziano (con contributi volontari degli iscritti, una parte di contributi da parte degli amministratori, l'organizzazione delle feste) e in cambio ricevono, spesso giustamente, le "infamate" da simpatizzanti e iscritti per gli errori del partito nazionale. 

Se volete farvi un'idea di come funziona il finanziamento ai partiti, su questo sito ( ma ce ne sono tanti)  http://www.linkiesta.it/finanziamento-partiti trovate delle schede chiare su come funziona il finanziamento in Italia e nei principali paesi europei.

Al più presto conto di pubblicare su questo Blog il bilancio 2011 del PD della Lastra (per sapere quando guadagnano gli amministratori comunali basta visitare il sito del comune) mentre per farsi un'idea delle spese del PD nazionale visitate questo link  http://www.partitodemocratico.it/speciale/trasparenza/bilancio.htm.


Credo che sia giunto il momento di una vera riforma del finanziamento e non un gioco delle tre carte per gettare fumo negli occhi dei cittadini. 
I partiti, finanziati o meno, hanno da  recuperare molta credibilità!!


lunedì, gennaio 09, 2012

L'agenda di Bersani per le riforme

Di seguito l'intervento con il quale il Segretario Nazionale indica le priorità per dare una prospettiva migliore al Paese. 


Abbiamo davanti un anno arduo e non semplice da interpretare. Vale forse la pena di "progettarlo" un po', togliendo di mezzo un eccesso di fatalismo. Vorrei cominciare con qualche prima idea.

1. La scena si apre sull'Europa. Fino ad ora le decisioni sono state deboli. L'agenda da qui a marzo di per sé non rassicura. Nelle opinioni pubbliche è ancora dura come il marmo quell'ideologia difensiva e di ripiegamento che le destre europee hanno coltivato, ricavandone inutili vittorie, e che i progressisti non hanno potuto o saputo contrastare, ricavandone larghe e dolorose sconfitte.

Inutile illudersi. O si mette in comune rapidamente e seriamente la difesa dell'Euro (vincoli di disciplina, strumenti efficaci e condivisi contro la speculazione e per la crescita, politiche macroeconomiche coordinate) o sarà il disastro. Se davvero l'Italia è troppo grande sia per fallire che per essere salvata, allora è troppo grande anche per stare zitta.

È tempo che ciascuno di noi faccia la sua parte in Europa; il Partito Democratico sta lavorando per la piattaforma comune dei progressisti europei. Ma è tempo anche di fare qualcosa assieme, qui in Italia. Governo e forze politiche possono determinare una posizione nazionale. Il Parlamento (che non esiste solo in Germania!) può articolarla e assumerla. Il nostro Presidente del Consiglio può interpretarla e gestirla al meglio. Le idee ci sono e vedo su di esse la possibilità di una larga convergenza.

Il biglietto da visita delle nostre idee in Europa potrebbe essere così concepito: noi continueremo le nostre riforme e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa per rafforzare la nostra credibilità. Ma non faremo più manovre. A chi raggiunge il 5% di avanzo primario che cosa altro si può chiedere? Nel caso, nessuno pensi di trattarci come la Grecia. Come si diceva, siamo troppo grandi e quindi parecchio ingombranti. Se ne tenga conto.

2. Torniamo qui ai nostri compiti. Salvare l'Italia significa, al concreto, contrastare la recessione, produrre crescita e occupazione, dare una prospettiva alla nuova generazione. Salvare l'Italia è possibile solo se cambiamento e coesione si danno la mano. Se coesione e cambiamento diventassero un ossimoro, non ci sarebbe speranza.

L'azione di governo deve dunque possedere un metodo fondamentale e un fondamentale messaggio. Quanto al metodo, emergenza e transizione pretendono una forma particolare di dialogo sociale tale da sollecitare partecipazione e corresponsabilità, salvaguardando comunque la decisione tempestiva. Si può fare e, a parer mio, si deve fare.

Ma voglio sottolineare in particolare il metodo politico. Il Governo troverà la sua forza in un rapporto stabile, permanente e ordinato con i Gruppi Parlamentari; un rapporto da allestire anche nella fase ascendente delle decisioni. Si parli di mercato del lavoro, o di liberalizzazioni, o di politica industriale, di pubblica amministrazione, di immigrazione, di Rai e di cento altri temi, esistono in Parlamento, da ogni lato, idee inevase da anni e non necessariamente divisive.

Dica il Governo il suo piano di lavoro, raccolga dal Parlamento orientamenti e idee e avanzi quindi le sue decisioni e le sue proposte. Noi non pretendiamo il cento per cento di quel che faremmo, e così sarà per gli altri. Ma la trasparenza e la chiarezza servono a tutti. Quanto al messaggio fondamentale, se nell'emergenza è in gioco il comune destino del Paese, si deve innanzitutto promuovere un'idea di comunità degli italiani. Ci si ricordi allora che la solidarietà è la materia prima di una comunità, è ciò che la distingue da una accozzaglia anarchica di interessi.

Se vogliamo farcela, tutti assieme, i riflettori vanno dunque puntati su chi è più in difficoltà. Bisogna predisporre l'aiuto a chi sta vivendo e vivrà le condizioni più difficili, come l'assenza di lavoro, l'insufficienza di reddito o una disabilità abbandonata. Su questo, non ci siamo ancora. Occorre fare di più, cominciando col cancellare qualche inutile asprezza di alcune misure già adottate che suscitano un giusto risentimento.

3. La grande parte delle forze politiche e parlamentari si dichiarano interessate e disponibili ad una iniziativa di riforma delle Istituzioni e della politica. Il Presidente della Repubblica la sollecita autorevolmente. È evidente che un simile percorso significherebbe stabilità per il Governo e maggiore credibilità della politica e delle Istituzioni nella prospettiva della nuova legislatura.

Sto parlando della già avviata adozione di parametri europei nei costi della politica, di riduzione del numero dei Parlamentari, di riforma del bicameralismo, di radicale aggiornamento dei regolamenti parlamentari e, alla luce delle prossime decisioni della Corte, di riforma elettorale. Su tutto questo esistono proposte e appaiono possibili convergenze significative.

Si intende fare sul serio? Intendiamo davvero passare dalle parole ai fatti? Questo pronunciamento tocca innanzitutto ai segretari dei partiti, ovviamente non solo a quelli che hanno votato la fiducia al Governo, ma a partire da loro. C'è poco tempo ed è quindi ora di prendersi impegni pubblici, espliciti e dirimenti.

I tre punti che ho segnalato dovrebbero essere, a parer mio, l'agenda di gennaio. Infine una parola per chi, nel gioco ormai stucchevole fra tecnica e politica, si predispone a promuovere, chissà in quali forme nuove, l'edizione 2012 dell'antipolitica. L'Italia ha già dato.

Per quello che ci riguarda il Partito Democratico ha compiuto un gesto propriamente politico, trasparente e generoso, nel sostenere questa transizione e si predispone ad offrire agli elettori, quando sarà il momento, una proposta riformista e democratica di ricostruzione, alternativa al decennio populista.

Siamo pronti a riconoscere in termini nuovi i codici e i limiti della politica. Anche in questo difficile passaggio, tuttavia, siamo convinti di poterne rafforzare la dignità e l'indispensabile ruolo.

lunedì, novembre 22, 2010

Rimbocchiamoci le maniche: Presenti al Mercato di Lastra a Signa

La mattina di Sabato 27 Novembre saremo presenti al mercato settimanale di Lastra a Signa (in via dello Stadio) per la campagna di mobilitazione promossa dal Partito Democratico contro il Governo Berlusconi